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Domande e Risposte

15.02.2010
Cosa si sta facendo di concreto per contrastare l'inquinamento luminoso e quindi favorire il risparmio energetico nel contempo cercando di tutelare gli osservatori astronomici?
Risponde A.R.P.A.V.- D.A.P. di Vicenza Servizio Territoriale - U.O. Agenti Fisici:
ARPAV, Dipartimento di Vicenza, si è attivato, in collaborazione con il comune di Arzignano, con sopralluoghi tecnici volti a individuare impianti fuori norma, ricadenti nel comune stesso.
Ciò al fine di successiva modifica o sostituzione degli stessi, per rientrare nei parametri consentiti.
Successivamente saranno effettuati controlli anche nel Comune di Chiampo.
Il cittadino, per avere informazioni sull'inquinamento luminoso può rivolgersi al proprio comune che potrà avvalersi anche del supporto tecnico di ARPAV.

29.01.2010
Nel sito, in qualche articolo, si parla di un Gruppo Ecologico nella Valle del Chiampo. Che gruppo è? Cosa fa o faceva? Grazie
Un gruppo di insegnanti e studenti della scuola media di Arzignano diedero vita, dal 1974 al 1980, al “Gruppo ecologico della Valle del Chiampo”, animato dalla figura del Prof. Antonio Boscardin. Le loro osservazioni, analisi e riflessioni raccolte nel corso di numerose uscite lungo i percorsi delle acque sono riunirono in sette fascicoli ciclostilati intitolati “Appunti sull’inquinamento della vallata del Chiampo”. Il materiale raccolto in questi appunti permette di ricostruire le attività svolte dal Gruppo Ecologico:  66 gli itinerari percorsi, 34 le tabelle di dati elaborate, 15 le interviste effettuate, circa 500 le fotografie scattate, 90 i minuti di filmato realizzati in superotto.
Ecco più nel dettaglio le attività svolte dal Gruppo Ecologico:

LE ESCURSIONI
Le uscite del Gruppo Ecologico avevano la forma di sopralluoghi brevi e abbastanza strutturati
Si usciva il pomeriggio, dopo la fine delle lezioni, in piccoli gruppi.
Una volta arrivati a destinazione ognuno si impegnava a svolgere il proprio ruolo: chi tracciava la carta geografica dell’area, chi trascriveva le proprie osservazioni, chi raccoglieva campioni d’acqua da analizzare, chi fotografava il paesaggio e i suoi dettagli e chi si fermava a chiacchierare con le persone incontrate, per sondare la percezione che avevano del degrado del proprio territorio e accogliere punti di vista e critiche.
La Valle fu percorsa da cima a fondo: a partire dai boschi di Durlo e Ferrazza, presso Crespadoro, dove si nascondevano gli immondezzai comunali, fino alle nascenti aree industriali di Arzignano e Alte di Montecchio Maggiore.

I FASCICOLI
Le mappe degli itinerari, corredate di simboli e legenda, assieme alle osservazioni e alle riflessioni dei ragazzi sono state raccolte nei fascicoli intitolati “Appunti sull’inquinamento della Vallata del Chiampo”. Si tratta di sette fascicoli prodotti, stampati e diffusi in maniera artigianale dai componenti del Gruppo Ecologico per sensibilizzare le amministrazioni, i mass media e la cittadinanza in materia di ecologia, salute ambientale e responsabilità civica.
Ogni fascicolo è arricchito da un’appendice contenente lettere, interviste, foto, grafici di analisi chimiche, ricerche, notizie di cronaca e altri spunti di riflessione. (Questi preziosi fascicoli sono facilmente reperibili presso la sezione locale della biblioteca civica “A. Bedeschi” di Arzignano).

IL FILMATO
Nel corso delle numerose uscite, il Gruppo Ecologico ha realizzato varie riprese in pellicola superotto montate successivamente in un video intitolato  Il Chiampo, un torrente che muore (anch’esso reperibile presso la biblioteca civica “A. Bedeschi” di Arzignano).

LA MOSTRA
Le circa 500 foto scattate dagli insegnanti e dagli studenti sono state utilizzate non solo per arricchire i fascicoli con gli appunti sull’inquinamento della Valle, ma anche per la realizzazione di mostre fotografiche.
La prima esposizione pubblica fu realizzata direttamente nel garage del professore Boscardin.
Dopo alcuni anni, essendosi fatto conoscere un po’ di più, il Gruppo Ecologico riuscì a organizzare una mostra presso la sede dei sindacati di Arzignano dal titolo Dalla Valchiampo al mare Adriatico: l’inquinamento dell’ambiente, i rischi per l’uomo. In questa occasione le foto furono affiancate da cartelloni che accompagnavano i visitatori attraverso le problematiche ambientali e sanitarie locali e le loro possibili soluzioni.
Oggi, alcune di queste foto sono esposte lungo i corridoi dei plessi della scuola media “A. Giuriolo” di Arzignano.

ALUNNI E INSEGNANTI PER LE VIE DELLA CITTÁ
Nel 1974, il Gruppo Ecologico propose alla Presidenza della Scuola Media di la Festa degli Alberi con un corteo attraverso le vie di Arzignano con lo scopo di sensibilizzare “anche i più distratti tra noi studenti” e denunciare ai cittadini i danni provocati dall’inquinamento. Circa 400 ragazzi accompagnati da vai insegnanti parteciparono all’iniziativa.


07.12.2009
Come potete pubblicare che "Dal punto di vista della salute...l'odore...non deve destare preoccupazione..." visto che lo stesso programma Giada sottolinea che in più di un occasione sono stati superati i valori OMS (vedi rapporto 2008)?
La frase pubblicata in relazione alla  domanda di un cittadino preoccupato per gli odori percepiti nella zona di Zemeghedo a inizio settembre intendeva rispondere alla preoccupazione per la salute che accompagna questi odori. Nel caso dell’idrogeno solforato, principale causa di questi odori, anche una piccola percentuale  di questa sostanza presente nell’aria è immediatamente percepibile a livello olfattivo anche se  le concentrazioni sono molto basse. Le sostanze presenti nell’aria a causa delle emissioni di aziende conciarie e impianti di depurazione sono costantemente monitorati e, in caso superamenti dei valori consentiti tali da destare preoccupazione per la salute della cittadinanza, gli enti preposti al controllo sono tenuti ad una adeguata comunicazione e all’attuazione di misure di tutela dei cittadini.
Per maggiori informazioni e per consultare i dati relativi alle emissioni rivolgersi agli uffici Comunali, ad Arpav, a Agenzia Giada.


21.09.2009
Buongiorno! Scrivo da Zermeghedo. Sono un nuovo residente di questo splendido Comune, dal Marzo 2009! Tutto bene, sino a quando, in questi giorni, in modo insistente, stiamo avvertendo un odore nauseabondo che molto probabilmente arriva dalle concerie o da una di esse! Volevo sapere se  i comuni della comunità della Valle del Chiampo si stanno adoperando in questo senso (eliminare gli odori) e, se sì, quali saranno i tempi? Dal punto di vista della salute, dobbiamo preoccuparci? Grazie! Giovanni Abbattista
Il comune di Zermeghedo aderisce al progetto di monitoraggio dell’aria per l’abbattimento dell’Idrogeno solforato. L’ idrogeno solforato è  un  composto tipicamente generato nel processo di concia delle pelli che, anche a bassissime concentrazioni, è immediatamente percepibile a livello olfattivo poiché produce un odore sgradevole di uova marce.
Per  tenere sotto controllo la presenza di questa sostanza è stata collocata una centralina in via Marconi a Zermeghedo che registra il quantitativo di Idrogeno solforato presente nell’aria e viene controllata dal Comune e dall’ARPAV.
È inoltre stato definito anche a Zermeghedo l’obbligo per le concerie di coprire le vasche di decantazione in modo da contenere eventuali esalazioni odorose.
Anche presso gli impianti di depurazione industriali e civili di Arzignano e Montebello, e gestiti da Acque del Chiampo e da Medio Chiampo, si sta procedendo con la copertura delle vasche di omogeneizzazione con l’obiettivo di abbattere le emissioni inquinanti e ridurre significativamente le emissioni odorifere provenienti dagli stessi. L’Accordo di Programma Quadro stipulato nel 2005 ha definito proprio la necessità di ridurre l’immissione nell’atmosfera di queste sostanze e ha quindi favorito interventi di copertura presso gli impianti  di depurazione presenti nella Valle.
Dal punto di vista della salute la presenza di odore non deve destare preoccupazione dal momento che è provocato da livelli bassi di Idrogeno solforato e l’eventuale superamento della soglia consentita di questa sostanza è costantemente monitorata da  Arpav e del Comune.
(Ufficio tecnico del Comune di Zermeghedo)

10.08.2009
Ho letto che il nuovo impianto per la riduzione dei fanghi conciari produrrà delle scorie che saranno compatibili con lo smaltimento in discarica. Di cosa si tratta? Serviranno discariche apposite?
Il processo di pirolisi a media e alta  temperatura, tecnologia proposta per l’impianto di riduzione dei fanghi residui della lavorazione conciaria, produce delle scorie. Queste scorie dovranno possedere caratteristiche chimiche tali da essere classificate come rifiuti speciali non pericolosi e compatibili con lo smaltimento nelle attuali discariche in uso a Medio Chiampo  e Acque del Chiampo. Le sperimentazioni, effettuate a Gioia del Colle (BA), in Norvegia e a  Montebello, hanno mostrato che questa tecnologia è in grado di produrre delle scorie vetrificate, cioè portate a temperatura tale per cui la parte minerale fonde, poi si raffredda in acqua formando un granulato vetrificato che garantisce di trattenere tutti i metalli pesanti al suo interno. Quando sarà realizzato l’impianto, in seguito ad opportune analisi, si potrebbe anche arrivare a dimostrare che questo materiale è sufficientemente inerte per essere utilizzato anche con altri scopi e non semplicemente interrato.
Risposta tratta dall’intervento del prof. Paolo Canu – 14 marzo 2009

15.07.2009
Che quantitativo ufficiale incenerisce annualmente la ZAMBON Group? Grazie per una risposta.
La Zambon Group è un’azienda sottoposta al controllo costante dell’ARPAV ed ha ottenuto la certificazione ISO14000, attraverso la quale persegue un preciso sistema di gestione ambientale. E’ possibile quindi richiedere informazioni sullo smaltimento dei rifiuti prodotti presso l’azienda stessa.
Le autorizzazioni rilasciate all’azienda, nelle quali sono dichiarati i quantitativi di rifiuti che possono essere prodotti e smaltiti, sono depositate presso gli uffici della Provincia di Vicenza e sono visionabili su richiesta.
Il quantitativo reale di rifiuti smaltiti e/o recuperati è invece da richiedere presso l’Osservatorio dei Rifiuti dell’ARPAV che ha sede a Castelfranco Veneto.  L’Osservatorio raccoglie tutti i MUD (Modelli unici di dichiarazione ambientale) che notificano i quantitativi di rifiuti che la  Zambon porta all’inceneritore.


30.06.2009
Nella nostra zona ci sono altre aziende che trattano sostanze potenzialmente pericolose e potrebbero essere soggette a incidenti come quello avvenuto alla FIS a inizio giugno? Come si fa ad essere informati su queste cose?
L’esplosione con principio di incendio avvenuto alla FIS il 5 giungo 2009 non ha rilasciato nell’aria, secondo le analisi dell’Arpav, nessuna significativa concentrazione di sostanze pericolose per la salute. Le procedure di sicurezza previste dal Piano di Emergenza Interno e dal Piano di Emergenza Esterno sono state attuate nei tempi e nei modi previsti consentendo la riduzione degli effetti incidentali.
Per conoscere meglio la FIS e avere qualche informazione sui rischi d incidente industriale clicca
qui

La regolamentazione del rischio industriale è stata avviata a livello comunitario con la Direttiva 82/501/CE nota come Direttiva Seveso e successivamente integrata dalla Direttiva comunitaria 96/82/CE (Seveso II) recepita dalla normativa Italiana con il D.Lgs 334/99. Gli stabilimenti che ospitano sostanze pericolose sono suddivisi in diverse classi di rischio a seconda della tipologia di processo e della quantità e pericolosità delle sostanze presenti.  Controllo del territorio, prevenzione del rischio, pianificazione della sicurezza, informazione tempestiva e diffusa sono le linee guida della normativa.
Controlla la situazione del Veneto con ulteriori informazioni e approfondimenti sul sito dell’ARPAV
 e sul sito del  Ministero dell’Ambiente, con un inventario degli stabilimenti a rischio incidente rilevante su tutto il territorio italiano aggiornato semestralmente.


03.06.2009
A che punto siamo con le coperture sui depuratori per ridurre le emissioni odorifere in aria, finanziate dall'Accordo di Programma? Perchè dall'impianto del compost della zona Molinetto continua ad arrivare la puzza a Montecchio ben oltre San Vitale dove abito io? Claudio Meggiolaro
Presso il depuratore di Arzignano è stata realizzata, ad oggi, la copertura di due vasche di omogeneizzazione su cinque. Nelle due vasche coperte è stato inoltre realizzato ed è in funzione il sistema di trattamento delle emissioni che vengono aspirate. Si sta procedendo con pratiche amministrative per la copertura delle ultime tre vasche e le tempistiche per il completamento di questa operazione saranno comunicate nei prossimi mesi. Per quanto riguarda le emissioni odorifere dall'impianto del compost della zona Molinetto consigliamo di rivolgersi ad Agno Chiampo Ambiente, azienda responsabile della struttura, www.agnochiampoambiente.it.

22.05.2009
Ho sentito che c’è la proposta di costruire due impianti separati per lo smaltimento dei fanghi, uno presso il depuratore di Montebello e uno presso il depuratore di Arzignano. Vorrei sapere se questa proposta risponde ad un problema tecnico?
La questione dei due impianti ha un fondamento tecnico e può avere un fondamento di opportunità.
Le tecnologie proposte per il trattamento dei fanghi conciari producono dei gas residui che sono ancora combustibili perché non sono stati ossidati completamente, sono tipicamente syngas, cioè CO e idrogeno. Questi possono essere utilizzati come combustibile, per esempio negli essiccatori ma naturalmente il gas deve essere prodotto e utilizzato in loco perché il suo trasporto diventa poco ragionevole. Inoltre collocare l’impianto dove il fango viene prodotto sembra la migliore soluzione per evitare il trasposto di questo materiale.
Si dovrebbero studiare delle soluzioni ad hoc, valutando le necessità di energia e calore dei singoli impianti e il contesto industriale attorno, per integrare al meglio l’impianto all’interno dell’intero ciclo di depurazione dei fanghi. Questo potrebbe anche influire in modo positivo su costi.
Rimane il fatto che ogni tecnologia ha una sua taglia ottimale e che i costi variano a seconda del tipo di impianto quindi nel momento in cui verranno definiti i dettagli si potrà valutare l’opportunità di integrare il nuovo impianto con entrambi i depuratori o solo con uno.
Risposta tratta dall’intervento del prof. Paolo Canu – 14 marzo 2009


08.05.2009
Il futuro impianto potrà trattare altre tipologie di rifiuti? Non si corre il rischio di diventare un polo di attrazione per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi regionali o nazionali?
La particolarità dei fanghi conciari del distretto di Arzignano e la tipologia processuale indicata dalla Commissione impediscono al futuro impianto di trattare fanghi di diversa provenienza: sia industriali, sia urbani. L’obiettivo principale dell’Accordo di Programma firmato dell’ATO è di trovare una soluzione allo smaltimento dei soli fanghi conciari e non è previsto un ridimensionamento dell’impianto per altri usi. Nel caso si presentasse la possibilità di trattare altri fanghi, l’attenzione cadrà di certo su quelli già stivati nelle discariche.


27.04.2009
Quanto costerà l’impianto per il trattamento dei fanghi?
Il costo complessivo dell’impianto non è ancora definito e nemmeno prevedibile perché non si è ancora giunti ad un livello di progettazione così dettagliato e avanzato da permettere di calcolare sia il costo di investimento sia quello di gestione. Le aziende che hanno partecipato al bando impiantistico non sempre hanno specificato questo dettaglio e, se lo hanno fatto, si sono basate su ipotesi e sul budget a disposizione. Si cercherà comunque di mantenere i costi di gestione al livello degli attuali costi di gestione delle discariche.


24.03.2009
Che cosa succederà ora che la Commissione Tecnica si è pronunciata sulla tecnologia per l’impianto di riduzione dei fanghi?
Per prima cosa è necessario presentare una proposta al Ministero dell’Ambiente essendo questo un intervento che rientra nell’Accordo di Programma Quadro ed è quindi prevista la sottoscrizione di un’intesa nell’individuazione preliminare della tecnologia. Successivamente, dopo l’elezione delle nuove amministrazioni nei Comuni, se il Ministero riconosce ammissibile un finanziamento, si procederà con la realizzazione di un impianto pilota sperimentale. In seguito all’autorizzazione del Ministero si avvierà un tipico procedimento per la realizzazione di un impianto, o due ancora non sappiamo: sarà necessaria la decisione formale dei Comuni e dell’Autorità d’Ambito che verrà trasmessa agli organi di competenza per tutte le verifiche di impatto ambientale e compatibilità che sono previste dalla legge e sarà indetto un bando di progettazione.
Risposta tratta dall’intervento del presidente dell’ATO Stefano Fracasso durante il secondo forum “Salviamoci la pelle” 14 marzo 2009.


25.02.2009
In questo sito in quale pagina si trova l'inquinamento atmosferico?
La preoccupazione per l'inquinamento dell'aria è stata oggetto di  dibattito durante gli incontri territoriali svolti in autunno (le registrazioni degli incontri si possono trovare nella sezione Video di questo sito).
Il tema ha suscitato molte domande che sono state raccolte, assieme ad opportune risposte, nella  sezione Domande.
Dati interessanti sullo stato dell'aria nella valle del Chiampo sono contenuti nel Report Annuale 2008 dell'Agenzia Giada che presenta gli ultimi dati dell'analisi ambientale svolta dall'Agenzia (www.progettogiada.org).
Infine, per ottenere un quadro aggiornato dei dati sulle concentrazioni  di inquinanti nell'aria, consigliamo di consultare il sito dell'ARPAV.


16.02.2009
La Commissione Tecnica, la quale doveva dare un parere entro la fine dell'anno passato, ha indicato le soluzioni più promettenti per far fronte al problema fanghi?
La Commissione Tecnica ha presentato all'A.T.O i risultati della lavoro svolto nel 2008 per identificare le soluzioni tecnologiche più promettenti per gestire i fanghi provenienti dalla lavorazione conciaria. Questi risultati saranno presentati e discussi con la cittadinanza nel Forum Civico in programma nel mese di marzo 2009. Maggiori informazioni su questo Forum Civico saranno disponibili nei prossimi giorni su questo sito e presso i 13 Comuni dell'A.T.O.

16.01.2009
Alcune vasche degli impianti di depurazione che contengono le acque della lavorazione conciaria sono state coperte. Che vantaggi porta questo intervento?
La copertura delle vasche degli impianti di depurazione industriali e civili di Arzignano e Montebello Vicentino permette l’abbattimento delle emissioni inquinanti con una riduzione significativa delle emissioni odorifere degli impianti stessi.
Le vasche  di omogeneizzazione sono infatti fonte primaria di emissioni di idrogeno solforato, composto tipicamente generato nel processo di concia delle pelli, che, anche a bassissime concentrazioni, produce un odore sgradevole di uova marce.
L’Accordo di Programma Quadro stipulato ancora nel 2005 ha definito proprio la necessità di ridurre l’immissione nell’atmosfera di queste sostanze e ha quindi favorito interventi di copertura presso gli impianti di Montebello e Arzignano.
Questa operazione ha già ottenuto risultati degli di nota: a Zermeghedo sono stati registrati per queste emissioni valori ridotti di quasi un sesto.
(riposta tratta dagli interventi degli esperti durante l’incontro pubblico del 28 ottobre a Montebello)


28.12.2008
Vorrei sapere quali sono state le principali tematiche trattate duranti gli incontri pubblici tenuti in autunno?
Uno dei temi più  indagati dalle domande del pubblico è stato l’inquinamento dell’aria. Come vengono  effettuati i controlli sulle emissioni delle aziende? Qual è la qualità dell’aria della zona? Queste alcune delle questioni emerse assieme al problema dell’Idrogeno solforato, responsabile dell’odore particolarmente sgradevole emesso dagli impianti di depurazione e che si sta cercando di ridurre con la copertura delle vasche.
Anche l’acqua è stato oggetto di discussione. Oltre alla questione del collettore che fa defluire le acque dei depuratori della Valle sul fiume Fratta Garzone a Cologna Veneta, in provincia di Verona, si è parlato anche di falde acquifere, di un possibile abbassamento del loro livello e della difficoltà di ricarica. Anche l’acqua distribuita dall’acquedotto è stata oggetto delle domande del pubblico.
Una parte importante del dibattito è stata riservata alla questione dello smaltimento dei fanghi prodotti dalla lavorazione conciaria. Data la necessità di individuare un sistema alternativo allo stoccaggio in discarica dei fanghi industriali è stata costituita la scorsa primavera una Commissione Tecnica che sta valutando la migliore tecnologia per il trattamento dei rifiuti della concia.
Una delle principali preoccupazioni dei cittadini riguarda gli effetti che questo impianto potrà avere sulla salute e la questione di come verranno trattate quelle sostanze potenzialmente dannose come i solventi e il cromo trivalente presenti nei fanghi conciari.

Durante gli incontri sono stati presentati anche i risultati dell’indagine svolta all’interno del progetto Parco nel 2007 su un campione di 1000 cittadini dei 13 comuni dell’ATO.  Le tematiche trattate sulle quali i cittadini hanno espresso il loro parere sono state: informazione, problemi del territorio, inquinamento, impianti di smaltimento dei rifiuti, servizi e interventi per la tutela dell’ambiente.

15.12.2008
In inverno solitamente i nostri comuni bloccano il traffico per diminuire le concentrazioni di inquinanti emessi dalle automobili. E' un'iniziativa utile per l'ambiente e per la nostra salute?
Il PM10 è un inquinante costituito prevalentemente da polvere e fumo provenienti da processi di combustione come quelli dei motori delle macchine e degli impianti di riscaldamento. Le polveri sottili (PM10 PM2,5) sono inquinante “ubiquitari” cioè si distribuiscono su tutto il territorio. La loro concentrazione non è quindi legata ad emissioni locali e trattandosi di un  fenomeno che interessa l’intera Pianura Padana  necessita di essere affrontato a livello di macro aeree, quantomeno su scala regionale.
Molto spesso, soprattutto nella stagione invernale, per limitare le emissioni di questi inquinanti sono promosse  alcune iniziative come il blocco del traffico. Purtroppo a causa della natura stessa di queste polveri le iniziative che si limitano a territori ristretti come quello comunale non sono risolutive del problema ma sono comunque importanti  per cercare di responsabilizzare i cittadini nei confronti dei propri sistemi di mobilità. (riposta tratta dagli interventi degli esperti durante gli Incontri Territoriali, Chiampo, 6 novembre 2008)

I dati sull’andamento delle concentrazioni di PM10 sono disponibili sul sito web dell’ARPAV (www.arpa.veneto.it/bollettini/htm/rete_pm10.asp) dove vengono registrati con frequenza giornaliera i rilevamenti delle stazioni venete.

25.11.2008
Come verranno valutate le proposte impiantistiche per lo smaltimento dei residui della concia raccolte dalla Commissione Tecnica?
La Commissione Tecnica sta valutando le varie proposte giunte per poter indicare quale sia la tecnologia più indicata per lo smaltimento dei residui della lavorazione conciaria.
Nella valutazione si privilegiano le proposte che sono supportate o che prevedono una sperimentazione direttamente sui fanghi. Ci sono infatti dei progetti che risultano idonei sulla carta ma è fondamentale verificare la reale applicazione dei processi e la loro effettiva sostenibilità. Il distretto conciario della Valle del Chiampo è infatti un sistema che non ha repliche nel resto del mondo ed è molto difficile quindi trovare esperienze concrete e continuative che possano fornire degli esempi di processi validi per il trattamento dei fanghi conciari. Per questo motivo si sta procedendo con alcune sperimentazioni, autorizzate dalla Provincia e dalla Regione, nel territorio di Montebello. (riposta tratta dall'intervento del Prof. Canu durante l'incontro del 6/11/2008)

21.11.2008
Non mi è chiara la differenza tra cromo trivalente ed esavalente. Sono  entrambi nocivi?
Il cromo trivalente (Cr III) è un micronutriente per l'organismo e  l'assunzione di una piccola quantità giornaliere di cromo trivalente da  parte dell'uomo è essenziale per alcune reazioni enzimatiche. Anche se assunto in dosi relativamente elevate ha una bassa tossicità. Il cromo  trivalente è uno dei componenti che si trovano all'interno dei fanghi  prodotti dalla lavorazione conciaria. Il cromo esavalente (Cr VI) è una forma del cromo che si ottiene dall'ossidazione del cromo trivalente,  quindi attraverso il riscaldamento del metallo. Mentre il cromo  trivalente ha come dicevamo una bassa tossicità il cromo esavalente è  tossico e cancerogeno. Proprio per questo motivo nella valutazione delle  tecnologie più adatte allo smaltimento dei fanghi della concia sono  escluse a priori quelle che prevedono la combustione dei fanghi  contenenti residui di cromo trivalente che si trasformerebbe in  esavalente. (risposta tratta dagli interventi degli esperti durante gli  Incontri Territoriali delle scorse settimane)

18.11.2008
So che quasi il 60% delle persone nella nostra Valle non beve l’acqua del rubinetto ma preferisce quella in bottiglia. Posso fidarmi a bere l’acqua dell’acquedotto?
La qualità dell’acqua distribuita dall’acquedotto delle Valle del Chiampo  è assolutamente compatibile con l’uso potabile casalingo sia dal punto di vista chimico che batterico. Non esiste acqua minerale che sia controllata quanto l’acqua che esce dal rubinetto di casa perché è analizzata quasi quotidianamente e appena vengono lievemente superati i limiti di legge per la carica batterica (che rimangono sempre all’interno di parametri tollerabilissimi) viene subito data l’ordinanza di sospensione per uso potabile. Tutti i referti dei controlli effettuati dall’ULSS e dai laboratori di Acque del Chiampo vengono trasmessi ai Comuni e possono essere visionati dai cittadini. Il fatto che venga prediletta l’acqua in bottiglia può dipendere dalla scarsa consapevolezza del costante controllo dell’acqua dell’acquedotto oppure da altri motivi, preferenze di gusto ecc. Forse non tutti inoltre sanno che la rete dell’acqua potabile è gestita a livello sovracomunale da società come Acque del Chiampo, Medio Chiampo e M.B.S.  e quindi l’acqua che si beve a Nogarole Vicentino è soggetta agli stessi controlli di quella che si beve a Chiampo e quella di Lonigo è controllata allo stesso modo di quella distribuita a Brendola.

12.11.2008
È possibile avere delle informazioni sulla riduzione nell’aria dell’Idrogeno Solforato (H2S) derivante dalle lavorazioni conciarie?
L’idrogeno Solforato (H2S) è una sostanza inquinante che proviene dalle concerie e dagli impianti di depurazione che trattano i residui della concia. Le emissioni di Idrogeno Solforato sono decisamente calate rispetto agli anni precedenti e si registrano in quantità notevolmente inferiori ad esempio di un altro inquinante come i solventi. Il problema è che anche una piccola percentuale di Idrogeno Solforato nell’aria è immediatamente percepibile a livello olfattivo per l’odore particolarmente sgradevole e quindi anche se le concentrazioni sono molto basse il miglioramento non viene avvertito. Un’altra azione importante per far fronte a questo problema è la copertura delle vasche di trattamento delle acque della concia che come abbiamo detto all’inizio provocano fuoriuscita di Idrogeno Solforato con conseguente odore sgradevole. Questa operazione ha già ottenuto risultati degli di nota ad esempio a Zermeghedo dove le emissioni sono state ulteriormente ridotte di quasi un sesto (riposta tratta dagli interventi degli esperti durante l’incontro pubblico del 28 ottobre a Montebello)

07.11.2008
Vorrei sapere come vengono fatti i controlli e se vengono effettuati anche sugli scarichi delle concerie.
I controlli vengono effettuati principalmente prelevando un campione di miscela direttamente all’interno della conceria. Il controllo delle sostanze che escono dal camino non è sempre preciso perché controlla il 60-70% delle emissioni ed ha il difetto di essere abbastanza macchinoso; si deve infatti fare un buco sul camino e prelevare un campione di sostanza. Prelevare i campioni di miscela direttamente all’interno dell’azienda permette invece un controllo più efficace perché può essere fatto di sorpresa e con maggiore frequenza.

23.08.2008
Vorrei capire perchè è stata scelta la via dell' INCENERIMENTO FANGHI di conceria , o meglio che dati o informazioni avete per una tale scelta? grazie
Non tutti i trattamenti termici corrispondono all’incenerimento dei rifiuti, e la soluzione definitiva non è ancora stata identificata. La commissione tecnica sta vagliando varie possibilità di trattamento termico. I risultati raggiunti non hanno fornito prove sperimentali sicure per quanto riguarda altre forme di trattamento dei fanghi come, ad esempio, quelli organici. La specificità dei fanghi della concia: la presenza di metalli pesanti, sali e altre sostanze non facilmente trattabili e il fatto che non vi siano impianti idonei in altre zone del mondo hanno portato ai risultati descritti. E' in fase di elaborazione un dossier dedicato alla materia che sarà pubblicato in autunno sul sito ato-parco.org, in preparazione di alcuni incontri pubblici. Rimandiamo anche a questo strumento informativo per ulteriori approfondimenti sul tema.

23.07.2008
Penso che dovremmo essere tutti un po' più responsabili quando si parla di ambiente...
In più occasioni i cittadini hanno sottolineato le responsabilità di tutti nel corretto uso delle risorse e nell'educazione a consumi più consapevoli. Si è sottolineato, in definitiva, che alcuni problemi legati ai beni pubblici quali l'acqua, l'aria e il suolo non si possono affrontare se non esiste un giusto accordo fra le parti in causa: cittadini, enti pubblici, imprese e organizzazioni della società civile.

14.07.2008
I cittadini sono disposti a dire la loro sul tema dell'ambiente?
E' stata chiesta ai 1000 intervistati l'eventuale disponibilità a partecipare ad iniziative ed incontri sul tema dell'ambiente: il 18% risponde "assolutamente sì", il 49% dichiara che forse vi prenderebbe parte, mentre chi risponde no è il 33% (16% "probabilmente no"; 17% "sicuramente no"). In generale, chi risponde "assolutamente sì" o "forse sì" è maggiormente disposto ad informarsi sui temi ambientali e vive da più tempo nel territorio.

07.07.2008
In vallata ci sono diversi impianti (industriali e non) dall'impatto ambientale non indifferente. Cosa ne pensano i cittadini che avete intervistato?
Tra le tipologie di impianti presenti sul territorio l’industria chimica e l'industria farmaceutica sono avvertire come le più pericolose. Per i cittadini l'impianto più sicuro è la discarica, seguita dai ripetitori radio Tv e telefonici.

18.06.2008
I cittadini della Valle del Chiampo pensano che si possa migliorare la situazione ambientale?
Sì, soprattutto per quanto riguarda la questione dell'inquinamento dell'aria. Il miglioramento dei corsi d'acqua è tangibile, ma per l'aria si può fare ancora molto. I cittadini chiedono alle istituzioni più controlli, più infromazione e più impegno sul fronte dell'educazione ambiantale della cittadinanza.

10.06.2008
L'inquinamento è il problema più sentito anche dagli abitanti dell'Alta Valle?
Gli abitanti dell'area Nord (Crespadoro, Altissimo, San Pietro Mussolino, Nogarole) sono per il 25,9% preoccupati per l'inquinamento, per il 22,8% per la rovina del paesaggio. Tra i principali fattori di inquinamento si individuano:
1) l'aria (per il 42,5% dei cittadini dell'area Nord)
2) l'acqua nel sottosuolo (falda) (per il 16,9% dei cittadini dell'Area Nord)
Nell'alta Valle si percepisce il problema "inquinamento" come prioritario così come accade nella zona centrale (Arzignano, Montecchio ecc.) o nell'Area Berica.

03.06.2008
Qual è l'obiettivo principale che vi ha spinti ad intervistare 1000 persone del territorio?
L’obiettivo principale è quello di studiare il rapporto tra cittadini e ambiente in modo da ottenere indicazioni sulle criticità che, secondo chi ci vive, caratterizzano la Valle del Chiampo e dell’area Berica. Comprendere quindi quali sono i problemi principali del territorio dal punto di vista di chi vive in questa zona.

29.05.2008
La costruzione di un impianto termico può provocare mutamenti del clima, c'è il rischio che venga danneggiato il micro clima della zona?
Risponde Paolo Canu: Direi, un po' provocatoriamente, che l'impianto termico può provocare mutamente del clima, perché è un intervento come lo sono installare una tintoria o utilizzare l'automobile con il condizionatore, o ancora attivare l’impianto di riscaldamento in casa. Sono tutti interventi di antropizzazione, cioè di presenza dell'uomo sul territorio.

20.05.2008
Il tema dell'ambiente è molto vasto: cosa avete chiesto durante la survey, nello specifico?
I 1.000 cittadini coinvolti nell'indagine hanno risposto a domande che riguardo alle seguenti tematiche:
1. il livello di informazione e di interesse su argomenti “natura e ambiente”;
2. le opinioni sui problemi ambientali che caratterizzano il territorio;
3. le conoscenze sugli attori istituzionali che si occupano di ambiente e sugli interventi promossi negli ultimi 5 anni;
4. la soddisfazione per i servizi preposti alla tutela dell’ambiente.

17.04.2008
Non ho ben capito: quante persone hanno partecipato al forum?
Il forum civico del 16 Febbraio 2008 "Salviamoci la pelle" ha visto la parteciapzione di circa 40 cittadini che hanno potuto confrontarsi con una decina di esperti sul tema della gestione dei reflui industriali. A seguire, l'incontro-dibattito pubblico, con la partecipazione del Presidente dell'ATO Prof. Stefano Fracasso, ha raccolto l'adesione di circa 300 cittadini della valle del Chiampo e dell'Area Berica.

27.03.2008
I fanghi delle concerie prodotti negli ultimi cinquant'anni sono sicuri per sempre all'interno delle discariche esistenti?
Risponde Umberto Anzolin: Noi abbiamo assistito negli ultimi anni a controlli sempre più accurati per quel che riguarda il rispetto della normativa per quel che riguarda il conferimento in discarica, quindi mi sento di dire che sono stati adottati tutti quanti gli accorgimenti necessari, non solo per rispettare le regole ma per rispettare anche l'ambiente, è ovvio che la discarica ma non tanto perché lo diciamo noi, ma piuttosto perché lo dice anche la legge, ha rappresentato comunque una soluzione fino a un po' di tempo fa, e oggi non lo può più rappresentare.

15.01.2008
Secondo voi l’ambiente qui in vallata è un problema sentito dalla gente?
In effetti, per 4 cittadini su 10 il problema dell’ambiente (e dell’inquinamento, in particolare) è considerato prioritario rispetto al traffico o alla criminalità. Nella sua area, quella più a nord, il problema è meno sentito (i cittadini preoccupati per l’inquinamento sono il 22%), mentre è nell’area centrale (Arzignano, Montecchio, Montebello ecc..) che si raggiungono livelli di preoccupazione più alti, che coinvolgono il 41% della popolazione.

21.11.2007
Ho accettato di rispondere alle domande del questionario e adesso vorrei vedere i risultati: come posso fare?
I primi risultati della survey sono attualmente disponibili presso la sede dell’ATO Valle del Chiampo, piazza della Libertà 12, Arzignano (tel. 0444.476628).

www.comune.arzignano.vi.it