
La mancanza di informazioni è il principale aspetto che emerge quando si parla del servizio di controllo e depurazione dell’acqua: per mettere al corrente i cittadini sugli esiti dei controlli effettuati sembrano essere stati attivati canali efficaci solo in alcune realtà e quasi esclusivamente quando si affronta l’argomento “acqua potabile”.
Anche nel caso dell’acqua potabile le opinioni sul grado di accessibilità delle informazioni sono molto eterogenee: ciò significa che i cittadini di alcune zone si sentono più informati di altri. Nel caso dei corsi d’acqua, invece, la mancanza di informazione risulta diffusa in tutto il territorio.
Queste lacune informative sono confermate anche dai comportamenti che i cittadini adottano rispetto l’acqua di casa: circa un cittadino su 3 dichiara di non bere l’acqua del rubinetto principalmente perché teme che sia inquinata (più precisamente, non sa se venga controllata); numericamente i cittadini che hanno l’abitudine di non berla superano quelli che, invece, dichiarano di farne uso.
Il comportamento dei cittadini rispetto all’acqua di casa risulta influenzato dalla zona di residenza: in alcune aree la maggioranza della popolazione ha l’abitudine di bere l’acqua del rubinetto e una quota elevata di persone la ritiene sicura; in altre sono più frequenti comportamenti più cauti, spesso determinati da una scarsa fiducia nei controlli effettuati.
Come era ragionevole attendersi, nelle zone dove si sono rilevate maggiori difficoltà comunicative si osserva anche una maggiore presenza di persone che non si fidano di bere l’acqua di casa.