L’IMPIANTO PER LA RIDUZIONE DEI FANGHI CONCIARI PRESENTATO AL FORUM “SALVIAMOCI LA PELLE”
Il ForumSono stati presentati in occasione del secondo
Forum Salviamoci la pelle il 14 marzo scorso i risultati del lavoro della Commissione tecnica incaricata dall’A.T.O. per indicare una possibile soluzione al problema dello smaltimento dei fanghi conciari.
Dopo la discussione con amministratori e addetti ai lavori, che si è svolta nella mattinata di sabato, nel pomeriggio il Presidente dell’A.T.O. Stefano Fracasso con Paolo Canu esperto della Commissione Tecnica e Giuseppe Pellegrini di Observa –Science in society ha presentato alla cittadinanza il dibattito e le proposte.
Per rispondere alla questione dei fanghi di risulta della concia la Commissione tecnica ha indicato come la soluzione più consona un impianto di riduzione, nominato MIMUD dall’inglese Minimizing Mud
L’impianto di riduzione dei fanghiLa scelta è giunta alla fine di un lavoro complesso che ha analizzato i diversi aspetti, tecnologici, scientifici, ambientali e sociali che concorrono a determinare quale sia la soluzione migliore per il territorio
Questo impianto di riduzione dei fanghi risponde ad alcuni
requisiti fondamentali:
- riduzione della massa di rifiuti da porre in discarica senza incrementarne i fattori di tossicità;
- sostanziale eliminazione della frazione putrescibile in modo da consentire la possibilità di smaltimento nelle attuali discariche nel pieno rispetto delle norme vigenti;
- recupero energetico della frazione organica residuale presente nei fanghi
La
tecnologia utilizzata è un processo di pirolisi ovvero un surriscaldamento a media e alta temperatura in carenza o assenza di ossigeno che trasforma la sostanza organica del fango in un gas di sintesi, che può essere riutilizzato, lasciando un residuo solido inerte.
Un aspetto rilevante al fine di definire la scelta ottimale da parte della Commissione tecnica è stato la possibilità che la tecnologia da adottarsi sia compatibile e integrabile con gli impianti attualmente disponibili (essiccatori) presso i depuratori di Acque del Chiampo (Arzignano) e di Medio Chiampo (Montebello Vicentino).
Per ottimizzare gli aspetti di integrazione con la attuale situazione, infatti, non si esclude la possibilità che gli
impianti di trattamento finale siano
due, da ubicarsi nelle aree in cui insistono i depuratori che producono i fanghi.
Questa scelta porterebbe ai seguenti
vantaggi:
- dimensione ridotta degli impianti con conseguente minor impatto paesaggistico;
- minore impatto ambientale nelle aree limitrofe;
- riduzione del consumo di gas naturale nella fase essiccamento termico, ottemperando così agli indirizzi del protocollo di Kjoto;
- possibilità di utilizzazione in loco dell'energia termica residuale dalla produzione di energia elettrica per ridurre ulteriormente le necessità di energia termica da parte degli essiccatori attualmente installati.
La
parola passa ora la Ministero per l’Ambiente che deve valutare la proposta tecnologica e approvare l’avvio del precorso di progettazione che coinvolgerà le autorità locali nella valutazione dell’impatto ambientale, dei costi e di tutti gli aspetti che riguardano la scelta di questi impianti.